26 luglio 2010

İmpressioni di İstanbul

Sono atterrato a İstanbul mercoledì. İ frati vivono nei pressi della torre di Galata a presidiare la chiesa di SS. Pietro e Paolo.


È una città impressionante. Sono impressionanti le moschee e i loro minareti, missili puntati verso il cielo. È impressionante la transumanza di folla a tutte le ore del giorno e della notte su via İstiklal. È impressionante l'incrocio di navi, insenature e mari sul Bosforo.

İstanbul, città in esplosione di vita, diventata ricca (centri commerciali, vestiti alla moda, rıstoranti, case all'avanguardia architettonica), ancora sfregiata dai segni recenti della miseria (le immondizie - la gestione dei rifiuti è una delle operazioni piu complesse della modernità urbana -, i venditori di fazzoletti, le case in rovina, la guida selvaggia in un traffico perennemente bloccato), mi lascia a bocca aperta e mi fa sentire come quei viaggiatori francesi alla scoperta dell'Oriente raccontati da Edward Said. Eppure non è l'Oriente, categoria geografica, sociologica e spirituale, di İstanbul ad essermi intrigante. Al contrario, credo che sia la sua unicità geografica, sociologica e spirituale.

A farmi da guida non c'è solo la Lonely Planet, ma anche un libro di Pamuk, intitolato proprio İstanbul. E tutto quello che scrive Pamuk è vero: le schiume e le correnti del Bosforo, i pescatori sui ponti, gli incendi e le case di legno, i film che si girano per le strade. Tant'è vero che sono dıventato ınsopportabile a chi mi parla di İstanbul, perchè ad ogni affermazione non posso non replicare che: "ma Pamuk dice...". Solo la tristezza di cui parla così spesso nel suo libro non l'ho trovata.

Ma per trovare quella bisogna nascere qui, oppure vivere a İstanbul abbastanza a lungo per rinascervi.

3 commenti:

  1. solo un pesantone come te poteva apprezzare un altro pesantone come pamuk. In un mese forse riuscirai a carpire davvero la magia di istanbul. Invidia & abbraccio. 2P

    RispondiElimina
  2. tre anni fa ho visitato il convento dei domenicani istambuloti e ne sono rimasto sedotto. come del resto è seducente la città, forse la più bella che abbia mai visto.

    una curiosità: c'è sempre, nel giardino del convento, la tartaruga apollonia? e monsieur ferdinand?

    RispondiElimina
  3. 2P: sono davvero un pesantone?
    shylok: com'è piccolo il mondo. la tartaruga apollonia c'è, sta bene e ha trovato compagnia maschile. anche monsıeur ferdinand c'è ancora, ma non ho avuto ancora il tempo per visitarlo.

    aloa

    RispondiElimina