11 agosto 2010

Parenti a Eyüp

L'espressione "figli di Abramo", che la comune origine dei fedeli delle tre religioni del Libro, ebrei, cristiani e musulmani, è più di una formula retorica o un semplice dato storico o un buon auspicio di dialogo interreligioso. La parentela c'è e si vede nei tratti "psicosomatici" della loro religiosità.


Sono stato alla moschea di Eyüp, con fra Lorenzo e Federico. Ci siamo mischiati alla folla di pellegrini che sfila silenziosamente davanti al sepolcro di Eyüp, il portabandiera di Maometto, morto mentre tentava di conquistare Costantinopoli. Di fronte all'arca di Eyüp si fermano, allargano le braccia, come noi cristiani quando recitiamo il Padre Nostro, e sussurranno delle preghiere. Se non fosse per la moquette per terra e le cupole e i minareti, se si guardassero solo gli occhi e le labbra e i gesti delle persone, sembrerebbe di essere a Padova alla Basilica del Santo.

A proposito di sant'Antonio. Fra Lorenzo racconta che a İstanbul c'è una venerazione interreligiosa per il beato francescano. Nella chiesa a lui intitolata, su İstiklal caddesı, il martedì anche i musulmani si mettono in coda per accendere una candela. E pare che una devozione simile ci sia pure in Siria, ad Accra, verso il beato domenicano Giordano di Sassonia, che in Europa è stato praticamente dimenticato. Maria, invece, non se la dimentica nessuno. Addirittura alcuni versi del Corano a lei dedicati sono iscritti nel mihrab delle moschee di Aya Sofya e dı Sultan Ahmet.

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