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19 gennaio 2015

Abbiamo trovato il Messia


Gesù è appena stato battezzato. Il giorno prima. Su di Lui si è posato lo Spirito Santo, Forza degli esseri. Giovanni Lo fissa e Lo indica ai suoi discepoli. Subito, due di loro, lasciano la voce per seguire la Parola, lasciano il profeta per seguire il Messia, l’Unto, l’Agnello. Chissà cosa hanno fatto con Gesù tutto quel pomeriggio, dalle quattro in poi? Gesù li avrà portati a casa sua? Avranno conosciuto Maria, la Madre del Messia? Avranno visto la Grazia che emanava dalla sua presenza? Avranno visto l’umiltà di un Dio fatto uomo? L’evangelista non c’è lo dice. Ci dice solo: “Andarono dunque e videro dove Egli dimorava”. Immaginiamo che loro abbiano visto lo stesso che noi abbiamo visto, se l’abbiamo visto! Se non l’abbiamo ancora visto, niente paura! Giovanni è ancora lì ad indicarceLo: “Ecco l’Agnello di Dio”. Possiamo seguirlo in ogni momento. 

A questo punto non abbiamo più bisogno di immaginare, ma sappiamo cosa hanno visto, tanto che senza pensarci due volte, uno dei due discepoli, senza indugio appena vede il fratello, gli comunica subito: “Abbiamo trovato il Messia”. Non c’è dubbio, non c’è incertezza nelle sue parole. Subito lo indica come Messia, e sappiamo bene che per i Giudei il Messia era il Cristo, di cui le profezie avevano parlato e che l’Antifona del 23 dicembre ce lo ricorda come l’expectatio gentium (l’Atteso dalle genti), colui che doveva salvare il popolo dai suoi peccati. 
Ecco il dono della fede!


Da dove questa prontezza nel riconoscere il Cristo, da dove questa fede forte e immediata, quando noi nell’esperienza quotidiana, ci accorgiamo come sia difficile trovare il Cristo nel prossimo, trovare il Cristo nella quotidianità della nostra vita, nella fatica dei giorni che passano, nelle lacrime per i cari che non sono più? Cosa avevano quei cuori che all’uomo triste e cieco di oggi manca? Una risposta c’è!

Quei cuori avevano ascoltato una voce che gridava nel deserto, la voce di uno che si era spogliato di tutto per dare la vita per il Vangelo e da lui il loro cuore era stato preparato perché il seme della Parola potesse attecchire e trovare terreno fertile e pronto. Quel cuore pronto e solerte preparato all’incontro con Dio era desideroso di Dio: “che cosa cercate?” chiede Gesù, “Rabbì dove dimori” rispondono i discepoli. Quei cuori attendevano con trepidazione quell’incontro, e quando arriva ecco la scintilla. Ed ecco Simone, condotto a Gesù dal fratello Andrea. Gesù già lo conosce “Tu sei Simone, figlio di Giovanni; sarai chiamato Pietro” gli dice e Pietro ancora non aveva aperto bocca!
Gesù è un’esplosione di novità per chiunque Lo incontra!
Gesù è semplicemente uomo, è semplicemente Dio!

Fr. Francesco Lombardo


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