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29 novembre 2018

Nuovo sito

Il nuovo sito dello Studentato domenicano di Bologna si può trovare a questo indirizzo: https://www.osservatoredomenicano.it/

Questo blog viene mantenuto a scopo di archivio. 

10 febbraio 2016

Mercoledì delle ceneri

 
Perdona i nostri errori,
sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale

28 gennaio 2016

Festa di san Tommaso d'Aquino



Tu che risplendi tra il genere umano,
fa che non manchi l'integra dottrina
e che l'agire sia fedele a Cristo
e al suo Vangelo

4 gennaio 2016

E' la Bibbia o il Corano?

Due ragazzi olandesi hanno fatto un piccolo esperimento. Armati di telecamera e di una Bibbia "mascherata" con una copertina del Corano, hanno intervistato i passanti, leggendo delle frasi "shock" dall'Antico e dal Nuovo Testamento e chiedendo agli intervistati cosa ne pensassero. Potete immaginare (e vedere qui sotto) le reazioni di sorpresa quando hanno scoperto che il libro in questione non era il famigerato Corano, ma la Bibbia stessa.



Il piccolo esperimento olandese ci insegna alcune cose:

22 dicembre 2015

Il Bonobo, l'Ateo e l'Aquinate

Secondo Frans De Waal, un celebre biologo, la morale "proviene dall'interno", ha cioè una sua giustificazione evolutiva. Siamo, secondo lui, biologicamente programmati per essere empatici e giusti: quando ci comportiamo bene ci sentiamo bene, quando vediamo un'ingiustizia ci arrabbiamo. Lo provano i comportamenti di animali irrazionali che ha osservato durante le sue ricerche. Celebre è l'esperimento della scimmietta che rifiuta il cibo perché alla compagna non è riservato lo stesso trattamento.


Cosa dobbiamo pensare delle teorie di Frans De Waal? Che se ha torto, ha torto solo per difetto: non solo gli uomini, i bonobi, i delfini, gli elefanti indiani, i lupi, mammiferi grandi e piccoli ed ogni essere che si muove sulla terra sono inclinati al bene. Lo è tutta natura, anche le piante e le pietre, la sabbia, la polvere sotto il letto, le onde del mare e le foglie dei boschi!

8 dicembre 2015

Aurora della divina Misericordia

 

Festeggiamo con gioia la solennità dell’Immacolata, di "colei che", come disse il Concilio Vaticano II, della cui chiusura ricorre oggi il 50° anniversario, "nella Chiesa santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e il più vicino a noi", e che i fedeli con devozione cantano essere tota pulchra, la tutta bella, "la tutta santa e immune da ogni macchia di peccato, quasi plasmata dallo Spirito Santo e resa nuova creatura.".

28 novembre 2015

La venuta che diventa una via


 
Nelle prossime settimane celebreremo con i nostri cari in festosità il solenne tempo di Avvento. Questo solenne tempo liturgico che celebriamo ogni anno sulla terra non è mai ripetitivo: anno dopo anno, o ha un suo senso unico e porta dei sentimenti particolari. Con maturità e amore acquistati col passare del tempo nella grazia, riusciamo a cogliere con gratitudine sempre più consapevole il Natale del Signore. Così ci avviciniamo poco a poco, al nucleo dell'inesauribile mistero di Cristo che non cesserà mai di brillare e stupirci. Anche alla fine del mondo quando il Signore verrà nella gloria del Padre, sarà rimasto qualche mistero non compreso agli uomini. Guardando alla mia personale esperienza, l'Avvento di questo anno, in cui ho emesso la professione semplice dopo un cammino di discernimento accompagnato dai padri domenicani, mi sembra una venuta che diventa via.

22 novembre 2015

Marta o Maria? Questo è il problema!


 
Marta o Maria, questo è il problema! Spesso anche noi, ascoltando questo noto brano evangelico, siamo stati sfiorati da un “amletico” dilemma dello spirito. Quale tra queste due figure va imitata? Meglio la carità fattiva di Marta o l’ascolto contemplativo di Maria? Proviamo ad approcciarci alla questione con una prospettiva diversa. La nostra anima, come ogni organismo vivente, cresce e si sviluppa passando per diverse fasi. Marta e Maria dunque rappresentano diversi stadi, rispettivamente il principio e la meta, della nostra evoluzione interiore.

12 novembre 2015

Chi è pescato da Gesù non muore

 
Durante la Liturgia di apertura dell’anno giubilare per l’ottocentesimo anno del nostro ordine è risuonata in modo quanto mai significativo e solenne la celebre espressione di san Pietro rivolta al Signore: “ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”. Sull’esempio degli Apostoli, ogni frate predicatore, e più in generale ogni religioso ha compiuto questa scelta radicale orientata al Cristo professando i consigli evangelici tra i quali occupa un ruolo non secondario la povertà.

10 novembre 2015

La musica meravigliosa di Dio



Poiché sono profondamente convinto che l’arte non sia soltanto un diletto piacevole dell’uomo quanto più profondamente una dimensione dell’anima umana ineludibile, capace di svelare qualcosa di profondo sul mistero del nostro essere, ho deciso di raccontare la mia vocazione utilizzando la suggestiva metafora della musica.

1 novembre 2015

Tutti santi





Tutti i santi o tutti santi?
La solennità che quest’oggi la Santa Chiesa ci fa ricordare è per tutti. Potrebbe essere intesa come la festa di ogni uomo di ogni epoca, dall’inizio dell’umanità fino ad oggi e volendo, anche per tutti quelli che verranno. Perché dico questo? Perché la santità è per tutti: «Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo» ci ricorda il capitolo diciannove de Libro del Levitico.

31 ottobre 2015

La Maschera dietro la maschera



 1 L’uomo, il gatto e il fine

Beh, credo mio caro lettore che converrà con me nel dire che siamo entrambi animali razionali, cioè esseri viventi capaci non solo di movimento, ma pure di pensiero. Posta questa nostra - e spero reciproca – basilare autostima, lasci che le ponga una domanda: ora, forse le parrà assurdo, ma seriamente, cos’è che distingue il suo agire da quello del suo gatto (se ne ha uno)?
Giacché di fatto non può materialmente rispondermi, mio caro lettore, se non meditare nel suo cuore, conceda che queste pagine inanimate si rispondano da sé.

26 ottobre 2015

Luglio, agosto, settembre

 
Non è il titolo di una canzone... ma solo tre mesi di vita trascorsi nella continua ricerca di Dio, in sé e nell’altro da sé. Non si può correre il rischio di far trascorrere il tempo, nei mesi e nelle stagioni che passano, senza che da esso si tragga il frutto del “buon vivere”, un vivere che è posato su un fondamento: Cristo e il suo Vangelo!

24 ottobre 2015

Un clandestino al Sinodo V: una soluzione esistenziale


1  Uno scorcio sulla castità

Tuttavia lo statuto di peccatori morti di peccato mortale - benché anche quella occasione vivace nella santità propria ed altrui, se vissuto nell'ottica della croce – non è una condizione ideale della vita cristiana. Ad un certo punto bisogna assolutamente raggiungere quel Cristo Eucaristia colla corporeità delle proprie labbra.  
Ecco la proposta che mi soddisfa di più: la castità. Bisogna ricordarsi che essa compete a qualsiasi cristiano: la castità è una virtù affettiva, che concerne, cioè, l'agire degli affetti che tendono così alla sublimazione. Come tale non è patrimonio esclusivo dei religiosi, né è rinchiusa dentro una qualche polverosa cassapanca di un opaco monastero alla Umberto Eco. Tutt'altro, essa è un dono di Cristo, patrimonio di Cristo, di cui, come tale, sono eredi tutti coloro che sono coeredi di Cristo, cioè i figli di Dio.

23 ottobre 2015

Un clandestino al Sinodo IV: una soluzione liturgica



1 Il provocatore intelligente: l'ammonitio metodica di fra Luca Refatti op

Molto acuta è l'ammonizione di un mio confratello che ci rammenta una verità essenziale del problema, rendendo una chiave metodica irrefutabile per affrontarlo: "A titolo di premessa, teniamo bene a mente che l'opposizione legge-misericordia esiste solo nelle nostre teste, mentre in Dio legge e misericordia sono assolutamente la stessa cosa. Per Dio la legge è carità e la carità è legge. A noi spetta recuperare la coscienza di questa intrinseca unità e tenerla ben presente nei dibattiti che seguiranno.

21 ottobre 2015

Un clandestino al Sinodo III: luce e follia


1 L'allucinazione delle seconde nozze

Non è diversa dalla condizione di chi subisce il divorzio, quella di chi opera questa vivisezione della sponsalità - separandosi chirurgicamente dalla una caro (una sola carne) – e rimane poi casto, lungi da voler caricarsi d'altre suocere o di mogli che più che mogli paion suocere in pectore. Se si converte, ossia se riconosce la stoltezza del proprio gesto - anche rimanendo separato, ma riconoscendo l'indissolubilità del vincolo – col Sacramento della Riconciliazione e la purezza dei costumi, certamente non è differito dal ricevere il Santissimo Sacramento.

20 ottobre 2015

Un clandestino al Sinodo II: il sacrificio dell'innocente


1 Della fedeltà obbiettiva e della fedeltà soggettiva

Se davvero vogliamo comprendere il problema del sinodo, non possiamo che tornare a sovvertire la rivoluzione copernicana dell'io, riponendo quest'ultimo al proprio posto. Cosa significa? Sradicarlo dalla posizione dispoticamente centrale assunta, e ricondurlo al suo stato di membro di un prezioso microsistema ecclesiale: la famiglia.

16 ottobre 2015

Tesori della terra e tesori del Cielo

 
Fin dai tempi più antichi, il possesso di denaro è stato una delle più grandi preoccupazioni di ogni uomo, consapevole di poter  così soddisfare alle proprie necessità più o meno essenziali.  Sulla base di questo, occorre rilevare che per la maggioranza delle persone i soldi sono  da considerare come un semplice bene di scambio il cui valore è pari a ciò che permettono di acquistare. Ci sono però nel mondo alcune migliaia di uomini e donne, e da alcuni anni mi trovo tra questi, per cui una moneta riveste un ruolo ben diverso e superiore al suo semplice potere di acquisto e che, forti di questa convinzione, sono disposti a spendere anche non poco denaro per poter possedere un solo conio, magari non più in circolazione da diversi secoli.

14 ottobre 2015

Un clandestino al Sinodo 1: il divorzio come crisi dell'io


Inizia, con questo articolo, la pubblicazione di alcune riflessioni del nostro confratello Fr. Pietro Maria Tommaso Zauli O.P. circa alcuni temi di grande rilevanza affrontanti durante l'Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema della famiglia, che si svolge in queste settimane in Vaticano.

1 Il tragico grido
Oramai volge il meriggio della nota discussione sulla famiglia che da qualche tempo ha iniziato ad animare i sapienti scranni dei padri sinodali e così s'accresce l'attesa del crepuscolo per una problematica assai troppo rovente nella vita di una buona parte delle famiglie cristiane: il divorzio.

La gravità di questo fatto, in un'ottica cristiana, è data dalla stessa concezione di Chiesa. Chi, infatti, divide e promuove la divisione della famiglia, divide e promuove la divisione della Chiesa, ossia della familiarità stessa col Signore, della concretezza del Suo Mistico Corpo. Chi divide la Chiesa, divide Cristo.  Facciamo riecheggiare, allora, la provocazione lasciataci dall’apostolo Paolo: “È forse diviso il Cristo? ”(1 Cor 1,13)

6 ottobre 2015

Un respiro profondo

 
 
È stato necessario un respiro profondo per inghiottire le lacrime e soffocare la rabbia durante l’agghiacciante visita ai campi di sterminio di Birkenau e Auschwitz. Il silenzio spettrale che regna in queste “industrie di morte” è assordante.